la porta socchiusa.
da dentro la luce crea un cono.
il resto è in ombra. ed è lì che si muove.
è lì che respira. aspetta. ha palpiti.
il lato in ombra osserva e mentre osserva, vibra. ha colpi pronti.
posso sentirne il profumo pungente, aspro e dolce senza contraddirsi.
posso percepirne i desideri anche se ne ignoro l'origine.
posso concedermi all'immaginazione.
al disegno intricato di ciò che non conosco.
la porta è socchiusa. è un invito.
supero il cono della luce, dove tutto è fermo nonostante le danze della polvere.
supero il cono della luce. lo cancello.
mi faccio spazio per il lato oscuro.
le dita cercano il nodo per scoprire le variazioni della corda.
senza tentare mai di scioglierlo, lo stringo invece. mi insinuo come un filo di canapa.
ancora un po' di buio, per favore. ancora un po' per possedersi come un mistero.
"non c'è niente di meglio e di più attraente di un lato oscuro. e con questo non parlo di cattiveria. e neppure intendo una luce fioca." glifo - percival everett
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